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FERMIAMO LE MICROPLASTICHE il nemico invisibile del mare

Fonte di riferimento : Greenpeace

L’inquinamento da plastica è come un iceberg: 8 milioni di tonnellate ogni anno finiscono in mare, e solo una minima parte è visibile. Il resto è composto da microplastiche: frammenti minuscoli, che misurano meno di 5 millimetri  hanno invaso e contaminato tutto il Pianeta.           

Solo in Europa, più di 40 mila tonnellate di microplastiche che inquinano direttamente i mari, ogni anno, provengono da prodotti commerciali come cosmetici, detergenti, vernici, fertilizzanti ma anche dall’industria petrolchimica in forma di granuli.

Questi piccolissimi frammenti plastici sono ormai ovunque, non solo nei mari, ma addirittura nell’aria che respiriamo e nell’acqua che beviamo. Poiché  le microplastiche, in gran parte sfuggono agli impianti di depurazione e una volta finite nell’ambiente, sono impossibili da rimuovere e possono diventare cibo per pesci.

Anche nel detersivo che usiamo per il bucato o per pulire le superfici e le stoviglie è presenta la plastica. Liquida, semisolida o solubile, che  finisce in mare avvelenandone le acque e gli abitanti.

A rivelarlo è stata una nuova analisi condotta da Greenpeace. Tra i marchi coinvolti Dash, Lenor, Fabuloso, Aiax, Chanteclair.

Il rapporto dal titolo “Plastica liquida: l’ultimo trucco per avvelenare il nostro mare” ha preso in esame le pagine web ufficiali delle principali aziende che producono detersivi in Italia unendo però una serie di indagini di laboratorio per individuare anche l’eventuale presenza di materie plastiche in forma solida inferiori ai 5 millimetri, le cosiddette microplastiche.

Dal 2018 l’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (ECHA) sta lavorando a una proposta volta a vietare l’utilizzo di microplastiche aggiunte intenzionalmente in numerosi prodotti dai cosmetici ai detergenti. Essa permetterebbe di ridurrebbe il rilascio nell’ambiente di oltre 40 mila tonnellate di plastica ogni anno.

Ma tale proposta riguarderebbe solo la plastica in forma solida, escludendo tutte le altre ossia in forma liquida, semisolida e/o solubile riscontrare nei detersivi: “Le aziende hanno già trovato il modo per aggirare questa futura restrizione, rinunciando alle microplastiche solide e ricorrendo alla plastica liquida o semisolida, continuando così a fare profitti a scapito del Pianeta” è la denuncia di Greenpeace.

Alcuni marchi, tra cui Coop e Unilever, a prescindere dalle future norme hanno già espresso la volontà di eliminare tali ingredienti entro il 2020.

A questo proposito, Greenpeace ha appena lanciato una petizione per chiedere al ministro dell’Ambiente Sergio Costa di sostenere la proposta dell’ECHA sulle microplastiche e inserire anche il divieto d’uso di plastiche liquide, semisolide e/o solubili applicando il principio di precauzione.

Per leggere la versione integrale dello studio :

https://www.greenme.it/wp-content/uploads/2020/07/4a5b3f38-plastica-liquida-l%E2%80%99ultimo-trucco-per-avvelenare-il-nostro-mare.pdf

Per firmare la petizione

https://attivati.greenpeace.it/petizioni/stop-microplastiche/?_