LA QUOTAZIONE DELL’ACQUA IN BORSA VIOLA I DIRITTI UMANI: L’ALLARME DELL’ONU.

22 marzo 2021 – Pagani Anna

“Diamo valore all’acqua” è il tema con cui le Nazioni unite hanno deciso di caratterizzare la Giornata Mondiale dell’acqua (World Water Day), 2021 che ricorre oggi 22 marzo.La ricorrenza è stata istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 a sostegno del raggiungimento dell’obiettivo 6 di sviluppo: Acqua e servizi igienico-sanitari per tutti, da qui al 2030

Considerato il bene più prezioso al mondo, dall’acqua dipende la vita sulla terra, ma l’oro blu, nel silenzio generale, è stato quotato in borsa per la prima volta nella storia  a dicembre 2020  da Cne group, (Concord New Energy Group) una società attiva nello scambio di ‘ futures e derivati’ che ha lanciato il primo contratto collegato ai prezzi dei diritti sull’acqua in California. Da dicembre è scambiata nel mercato dei “futures” della Borsa americana di Wall Street.

La quotazione dell’acqua in Borsa segna un prima e un dopo per il bene più prezioso della natura e, di fatto, si configura come una minaccia reale per tutta l’umanità e per la prosecuzione della vita stessa sulla Terra. Sottoporre l’acqua alla speculazione finanziaria apre a scenari che inevitabilmente porteranno all’emarginazione di territori, popolazioni, piccoli agricoltori e piccole imprese. I sostenitori della quotazione in Borsa affermano, di fronte alle crescenti inquietudini che concernono la scarsità mondiale di questo elemento essenziale per la vita, che sarà utile per rendere il mercato dell’acqua trasparente eliminando la speculazione da parte dei venditori: “Avere un contratto quotato in borsa porterà più trasparenza al mercato” così ha dichiarato Patrick Wolf di Nasdaq Global Indexes.Il prezioso liquido potrebbe diventare un potenziale oggetto di investimenti e speculazioni più o meno legali  Ed è così che un bene pubblico essenziale, potrebbe essere trattato come l’oro, il petrolio, il grano …Ma se oggi l’acqua può essere quotata in Borsa è perché da tempo è stata considerata merce, sottoposta ad una logica di profitto e la sua gestione privatizzata.

In un mondo in preda a una grave crisi idrica, con elevati timori legati allo scioglimento dei ghiacciai e alla riduzione della disponibilità dell’acqua, l’acqua è già minacciata dall’incremento demografico, dal crescente consumo, da un grave inquinamento legato all’agricoltura intensiva e all’industria mineraria, dal surriscaldamento globale e dai relativi cambiamenti climatici …  l’ ultima cosa di cui avevamo bisogno era la speculazione finanziaria. Secondo Pedro Arrojo – Agudo, professore emerito di analisi economica all’Università di Saragozza relatore speciale dell’Onu sul diritto all’acqua  “Non si può dare valore all’acqua come si fa con altre materie prime scambiate” … “L’acqua appartiene a tutti ed è un bene pubblico. È strettamente legato a tutte le nostre vite e ai mezzi di sussistenza ed è una componente essenziale per la salute pubblica “

Secondo i dati delle Nazioni Unite oggi un miliardo di persone non ha a disposizione acqua potabile mentre tra i tre e i quattro miliardi di individui non ne dispongono in quantità sufficiente.
Quotare in borsa l’acqua significa non riconoscerne il vero valore, quello del diritto umano a un’acqua potabile sicura, diritto riconosciuto nel 2010 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e dal Consiglio per i diritti umani.

Ribadiamo che oggi più di ieri è necessaria una radicale inversione di tendenza ed è sempre più importante riaffermare il valore paradigmatico dell’acqua come bene comune, ribadendo che: l’acqua è un diritto umano universale e fondamentale ed è la risorsa fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi; l’acqua è un obiettivo strategico mondiale di scontro con il sistema capitalistico-finanziario; la gestione pubblica e partecipativa delle comunità locali è un modello sociale alternativo.